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La festa di San Giovanni

E’ uno degli eventi clou dell’estate sul lago di Como che richiama ogni anno nei paesi e nelle acque del lago che circondano la Zoca de l’Oli, il golfo antistante l’isola, migliaia di spettatori e turisti nella serata del Sabato e nella giornata della Domenica della settimana in cui cade il 24 Giugno, festa di San Giovanni.


La festa ha quasi sei secoli e commemora la devastazione dell’isola, il 24 giugno del 1169, da parte di Barbarossa, che con l' aiuto di Como ha dato fuoco all'unica isola del Lario e distruggendo nell'occasione ogni abitazione ivi presente. Le origini remote dellssono però di festa contadina in onore del Battista per propiziare i raccolti estivi. Le cronache narrano che alla rappresaglia dei comaschi ghibellini è seguita la distruzione di fortificazioni e case e della basilica di Sant’Eufemia che custodiva le reliquie dei Martiri donate nel quinto secolo da Sant’Abbondio; mentre i sopravvissuti e le reliquie si sono salvati sull’altra sponda del lago, a Varenna, ribattezzata Insula Nova.


Narra una leggenda che tre secoli dopo l’orrenda strage, nel 1435, San Giovanni Battista in veste di pellegrino sia comparso per sorte a un isolano e lo abbia invitato a scavare sotto un noce. E così che i ruderi dell’antica basilica sono riemersi, insieme alla memoria storica degli isolani che gioiosamente hanno ricostruito la loro chiesa. Da allora, ogni anno, per San Giovanni Battista, si fa festa nel ricordo di quegli eventi. La sera della vigilia il lago viene sfarzosamente illuminato. Un tempo con lumini a olio posti nei gusci delle lumache lacustri, denominati lumaghitt; oggi anche con ceri collocati nelle barche, sui balconi delle case e nelle contrade. L’idea dei lumaghitt deriva dalla consuetudine di cucinare lumache in umido con polenta alla vigilia di San Giovanni. Un grandioso spettacolo pirotecnico “incendia” l’isola e la notte , sul lago illuminato da migliaia di lumaghitt galleggiantie gremito di barche, motoscafi e Battelli. Si ricordano così incendio e distruzione dell’isola, illuminando a giorno la Zoca de l’oli (il golfo tra l'isola e la terra ferma).


La domenica, una processione di barche, dette lucie, pittorescamente addobbate e condotte da barcaioli in abiti tradizionali, riporta sull’Isola le reliquie dei martiri della Pieve di Isola; a bordo autorità, sacerdoti e popolo festoso. Dopo la messa un pranzo tradizionale alla Locanda dell' Isola.


Conclusione in bellezza, con l’esplosione di agonismo e campanilismo dei comuni rivieraschi nell’immancabile “Regata di San Giovanni” riservata alle lucie da competizione del Lario, con partenza da Ossuccio e arrivo a Sala Comacina.


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